paracapezzoli argento e silicone

Allattare con paracapezzoli: come fare e quali scegliere

Spesso l’allattamento al seno provoca un dolore insopportabile alla mamma. Il paracapezzolo è indispensabile per allattare senza il timore di soffrire. Ecco come sceglierli ed usarli

Come tutte sapranno l’allattamento al seno, ove possibile, è la scelta migliore. In questa maniera infatti è la madre a nutrire in modo naturale il figlio con il proprio latte, senza ricorrere a prodotti artificiali. Allattare, però, in alcuni casi può rivelarsi doloroso e quasi impossibile a causa di ragadi, tagli da cui fuoriesce sangue che si formano sul capezzolo o parte della mammella del seno materno.

Prima di scoraggiarsi ed interrompere l’allattamento naturale è indispensabile ricorrere ad alcuni rimedi, per esempio si può provare con il paracapezzolo, semplice e indolore.  Questo accessorio aderisce perfettamente al capezzolo è ed utile a proteggere esso stesso e tutta la zona del seno in cui il neonato di attacca durante la poppata.

È indispensabile che sia scelto della misura idonea, tenendo presente che la tettarella non deve superare il palato del bambino in lunghezza. Per verificare questo è sufficiente poggiare delicatamente un dito nella bocca del piccolo, controllandone le dimensione per poi metterle a confronto con quelle del paracapezzoli x allattamento in vendita in farmacia e parafarmacia.

La forma più utilizzata è quella a farfalla, forma che permette di allattare continuando a mantenere un contatto diretto tra la pelle materna ed il viso del bambino (mento e nasino). Nella tettarella è inoltre presenta anche un apertura necessaria a regolare il flusso di latte. Vi sono anche dei modelli con due tagli verticali, in questo caso è il bebè stesso a dosare la fuoriuscita in base a quanta pressione fa.

Quali paracapezzoli per allattare scegliere?

Prima di allattare con paracapezzoli è necessario scegliere il più adatto alle proprie esigenze. Ne esistono infatti di diversi materiali, anche se le mamme preferiscono quelli in silicone o in argento, tendenzialmente. Vediamo le caratteristiche di entrambi:

– paracapezzoli in silicone: Prima dell’utilizzo immergete il paracapezzolo in un contenitore contenete acqua calda per circa 3 minuti, questo serve ad inumidirlo per renderlo il più aderente possibile alla pelle e a scaldarlo, per favorire l’uscita del latte. Per posizionarlo in maniera aderente bisogna stirare lievemente il seno e premervi per far uscire alcune gocce di latte, al fine di invogliare il bimbo ad attaccarsi. Dopo l’utilizzo lo strumento deve essere lavato con un sapone neutro e delicato prima di essere riposto in un contenitore apposito contenitore.

– paracapezzoli in argento: in generale i più utilizzati perché questo materiale è cicatrizzante ed antibatterico. Prima di essere utilizzati è necessario lavare il paracapezzoli con acqua e sapone ed inserirli tra il reggiseno ed il seno, se possibile facendo uscire qualche goccia di latte per farli aderire al meglio. Dopo il loro utilizzo anche questi devono essere scrupolosamente lavati e riposti nel loro contenitore sterile.

Vu ricordiamo che prima di optare per un allattamento misto o artificiale, il paracapezzolo rimane un rimedio efficace e senza alcuna controindicazione per ridurre i dolori provocati dal neonato durante la poppata.

 

 

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