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Conosciamo il Dottor Valter Longo e la sua dieta mima digiuno

Molto probabilmente avrai sentito parlare della dieta mima digiuno del Dottor Longo grazie al servizio delle Iene andato in onda qualche mese fa, dove Nadia Toffa ha avuto modo di provarla e riportare alcune impressioni.

Cosa c’è dietro la dieta mima digiuno

Gli studi di Valter Longo hanno trovato una connessione tra l’ormone della crescita GH e la possibilità di invecchiamento e contrazione di tumori e diabete. Le proteine sono il mediatore dell’aumento dell’ormone della crescita GH, quindi più proteine si consumano e più il corpo produce questo ormone.

Ma la questione non finisce qui, infatti Longo e la sua equipe hanno ampiamente dimostrato gli effetti del digiuno sul nostro organismo, traendone conclusioni interessanti. Secondo il dottore, la privazione di cibo porterebbe il nostro corpo ad uno stato di rigenerazione con conseguente produzione di nuove cellule staminali.

Anche il sistema immunitario ne trarrebbe giovamento, in quanto un terzo ne verrebbe distrutto e poi successivamente ricostituito quando si ricomincia a mangiare. Ecco perchè la dieta mima digiuno prevede un bassissimo apporto di proteine e zuccheri che manda volutamente il nostro corpo in carenza di glucosio.

Come si fa la dieta mima digiuno e cosa comprende il kit

Prima di iniziare questo percorso è fondamentale avere un colloquio con il proprio medico o nutrizionista che approverà o meno la vostra idoneità alla dieta mima digiuno (abbreviata in DMD). Altamente sconsigliato il “Fai da te” proprio perchè è estremamente difficile replicare l’esatta quantità di nutrienti contenuta negli alimenti vegetali del kit.

La dieta (completamente vegana) dura normalmente 5 giorni, anche se sono stati sperimentati periodi di 4 giorni per portatori di tumore e 7 giorni per chi soffre di sclerosi multipla. Nella confezione si possono trovare 5 scatoline che comprendono tutti gli alimenti necessari per ognuno dei cinque giorni.

Oltre a queste scatole vi è un barattolino contenente le pastiglie di integratori alimentari (due pastiglie da assumere ogni giorno) e una bottiglia da 950ml dove andrà diluito l’L-Drink in base al tuo peso.

Ogni giorno contiene in media un paio di zuppe (pomodoro, funghi, verdure) o in alternativa minestrone (sia “classico” che con quinoa) 2-3 bustine di tè (all’ibisco, menta, limone e menta), una o due bustine da 6-7 olive (sia salate che all’aglio) o in alternativa un pacchetto di crackers al cavolo riccio.

Come “dolce” o comunque per integrare la colazione è prevista una barretta energetica alle noci ed una al cioccolato. Per farti un’idea più precisa di cosa contiene ogni scatola del kit, e per conoscere gli effetti su chi l’ha realmente provata ti consiglio la lettura di questa serie di articoli che descrivono gli effetti della DMD su chi l’ha provata realmente.

Tra gli effetti collaterali legati a questa dieta potrebbe manifestarsi debolezza, mal di testa, capogiri, sonnolenza, vertigini, fame, nausea ed irritabilità. Ecco perchè è sconsigliato durante la dieta il consumo di alcoolici, le attività faticose (come quelle sportive), gli ambienti troppo caldi o troppo freddi e il consumo di bevande contenenti caffeina.

Cosa succede durante e dopo la dieta mima digiuno al nostro corpo?

Sicuramente l’effetto più immediato della DMD è la perdita di peso, che spesso è netta il primo giorno e man mano che si procede diminuisce. In ogni caso si perdono circa 2 kg abbondanti di peso in 5 giorni con conseguente riduzione del grasso addominale.

La dieta è progettata per apportare all’inizio 1.200 kcal, per arrivare alla fine con 800 kcal. Ovviamente essendo a base sostanziale di liquidi, ha un grande effetto diuretico, e nei primi giorni si può verificare una sensazione latente di stanchezza.

Durante il percorso si manifesterà la voglia di cambiare sapori e consistenze, e potrà venire voglia di dolci, in quanto come detto in precedenza, la DMD è povera di zuccheri.

Conclusioni

Chi ha provato la dieta mima digiuno per cinque riferisce che è comunque sostenibile per il nostro organismo. La sensazione di “fame” è gestibile e l’iniziale fase di adattamento con mal di testa e debolezza, lascia il passo negli ultimi giorni ad una sensazione di leggerezza e lucidità.

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