acqua filtrata

Il sistema di microfiltrazione dell’acqua domestica

DEPURARE L’ACQUA ATTRAVERSO LA MICROFILTRAZIONE

Come ben sappiamo, l’acqua che esce dai nostri rubinetti e che spesso beviamo non è del tutto pura. In essa possiamo sempre trovare delle sostanze che la rendono impura, come il cloro ed i suoi sottoprodotti, oppure alcuni corpi solidi che possono anche comprometterne la potabilità. Come risolvere questo problema? La depurazione dell‘acqua tramite microfiltrazione è una delle soluzioni principali utili scongiurarne ogni rischio di contaminazione e di impurità dell’acqua che usiamo e beviamo.

La microfiltrazione è uno dei quattro processi di separazione dell’acqua da sostanze nocive. Per la precisione, si tratta del terzo processo di separazione, che segue la nanofiltrazione e l’ultrafiltrazione, e che precede la filtrazione meccanica o particolata. Questi meccanismi sono fondamentali per la rimozione di ogni batterio e/o virus che può compromettere la purezza e la potabilità dell’acqua.

Attraverso la microfiltrazione dell’acqua si è in grado di eliminare le particelle solide, il cloro ed i suoi sottoprodotti, ed ogni microorganismo in sospensione. La microfiltrazione permette inoltre di eliminare dall’acqua tutti i batteri patogeni, migliorandone enormemente il gusto e le proprietà organolettiche. Nei processi di potabilizzazione dell’acqua, inoltre, la microfiltrazione si rivela fondamentale anche per la salvaguardia dell’ambiente.

LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA MICROFILTRAZIONE ED OSMOSI INVERSA

Tra le principali tecniche di depurazione dell’acqua possiamo trovare la microfiltrazione e la depurazione attraverso impianti ad osmosi inversa. Quali differenze intercorrono tra queste due tecniche depurative? La prima fra tutte è la condizione dell’acqua per la quale si decide di utilizzare l’una o l’altra metodologia.

Infatti, i depuratori ad osmosi inversa sono richiesti nel caso in cui l’acqua contenga al suo interno una grande quantità di metalli pesanti, nitrati, arsenico, cloro e fluoruri, e quindi si utilizza allo scopo di intraprendere un’azione di depurazione radicale, che spesso porta anche all’eliminazione dei sali minerali presenti nell’acqua. Diverso è il caso della microfiltrazione, che è una tecnica utilizzata quando lo stato dell’acqua è già ottimale e serve solamente una depurazione marginale.

Le diverse circostanze in cui queste due tecniche sono richieste ci porta a capirne anche un’altra fondamentale tra di esse: il funzionamento. Quando si parla di depuratori ad osmosi inversa, infatti, ci si riferisce a strumenti il cui funzionamento è basato su un meccanismo caratterizzato da una membrana semipermeabile, capace di trattenere le sostanze inquinanti più pesanti. Nel caso del sistema di microfiltrazione acqua domestica Culligan, invece, abbiamo un meccanismo formato da due filtri ed una lampada UV per debatterizzare l’acqua. I filtri in questione sono formati da carboni attivi e da sedimenti, e sono in grado di trattenere il cloro ed i sottoprodotti clorurati.

Per fare una breve sintesi di quanto detto, i depuratori ad osmosi inversa sono più adatti ad un’azione di depurazione radicale di sostanze nocive pesanti, mentre la microfiltrazione ha una capacità elevata di rimozione microbica, che porta anche alla conservazione di sostanze utili al nostro organismo, quali potassio, sodio, magnesio e calcio.

LA MICROFILTRAZIONE RISPETTA L’AMBIENTE

Depurare l’acqua attraverso la microfiltrazione non significa solamente preservarne le sostanze utili al nostro corpo ed eliminarne quelle nocive. Microfiltrazione è sinonimo anche di salvaguardia dell’ambiente. Essa, infatti, consentirà di risparmiare sulla compravendita di acqua in bottiglia e, conseguentemente a ciò, di risparmiare anche sull’utilizzo della plastica, il che rappresenta un passaggio fondamentale per tutelare l’ambiente da ogni tipo di inquinamento. Inoltre, la microfiltrazione non porterà nessuna alterazione al gusto dell’acqua, che rimarrà autentico.

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