Sempre più pensionati italiani decidono di trasferirsi alle Isole Canarie per godersi una vita serena sotto il sole tutto l’anno.
Il principale motore di questa migrazione è di natura economica: il costo della vita nell’arcipelago è spesso molto più basso rispetto a quello italiano.
Oltre ai vantaggi finanziari, i pensionati sono attratti dai paesaggi spettacolari, dal clima mite e dalla qualità della vita rilassata che le Canarie offrono.
Le Canarie rappresentano un’opzione molto concreta anche per chi ha una pensione modesta.
Rispetto all’Italia, gli affitti sono mediamente più contenuti, le tasse possono essere più favorevoli e molti beni di consumo costano di meno.
Questo rende possibile mantenere uno standard di vita dignitoso – e anche un po’ più spensierato – con risorse che in Italia non basterebbero altrettanto bene.
Regime fiscale e tassazione: cosa sapere
Uno degli aspetti più importanti per chi si trasferisce è il regime fiscale canario.
Alle Canarie non si applica l’IVA italiana, ma l’IGIC (Impuesto General Indirecto Canario), con aliquote molto più basse: quella generale è del 7%, rendendo diversi beni e servizi più economici.
Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPF), i pensionati che diventano residenti fiscali sono soggetti a un mix di aliquote statali e locali: ad esempio, per il 2025 l’aliquota combinata parte da circa il 19% fino a 12.450 €, poi cresce progressivamente.
Un punto su cui molti si interrogano è la rivalutazione della pensione italiana.
Dal 2025, per legge, i pensionati italiani che risiedono all’estero non beneficiano più totalmente della rivalutazione automatica al costo della vita, tranne che per chi percepisce il trattamento minimo INPS.
Questa modifica è stata particolarmente criticata: secondo associazioni di residenti alle Canarie, crea una disparità significativa rispetto a coloro che vivono in Italia.
Costi della vita: quanto serve per vivere bene
Vivere da pensionato alle Canarie non significa necessariamente essere ricchi, ma significa avere la possibilità di un tenore di vita più “spendibile” rispetto a molti luoghi d’Italia.
Ad esempio, l’energia elettrica può essere più economica, visto che il clima caldo permette di risparmiare su riscaldamento e uso intensivo del gas.
Anche i consumi comuni sono più vantaggiosi: grazie all’IGIC basso, vari beni costano meno rispetto ad altre regioni europee.
Per quanto riguarda l’alloggio, si possono trovare alternative interessanti: affitti più bassi rispetto ad alcune aree d’Italia oppure la possibilità di acquistare immobili a buon prezzo.
Ovviamente dipende dall’isola e dall’area: vivendo un po’ più lontano dalle zone turistiche si risparmia di più.
Molti infatti combinano la scelta dell’isola con il tipo di abitazione in funzione del budget e dello stile di vita desiderato.
Servizi, sanità e comunità locale
Un altro punto di forza delle Canarie è la sanità: il sistema sanitario spagnolo è generalmente ben organizzato, con buone strutture mediche anche nelle isole maggiori come Tenerife o Gran Canaria.
Per un pensionato, poter contare su una buona assistenza sanitaria è fondamentale e rappresenta uno degli argomenti chiave quando si valuta un trasferimento all’estero.
Inoltre, la comunità italiana alle Canarie è numerosa e attiva.
Ci sono gruppi, associazioni e professionisti che aiutano chi arriva per trasferirsi, ad esempio fornendo consulenza sulla residenza fiscale, apertura di un conto in banca locale o su come gestire gli aspetti burocratici.
Avere una rete di connazionali può rendere il processo di adattamento molto più semplice e rassicurante.
Novità economiche
Quest’anno emergono alcune novità rilevanti che possono influenzare la decisione di trasferirsi.
La Legge di Bilancio italiana ha sospeso la rivalutazione automatica delle pensioni per molti anziani residenti all’estero: chi ha una pensione superiore al minimo potrebbe non ricevere l’adeguamento al costo della vita.
Sul fronte locale, le Canarie mantengono il loro regime fiscale attrattivo, ma secondo un inserto del 2025 alcune voci segnalano un aumento della pressione sui costi legati ai servizi essenziali, come la gestione dei rifiuti e le bollette, nonché degli affitti.
Questi elementi evidenziano che, pur rimanendo molto vantaggiose, le Canarie non sono prive di sfide e che è necessario pianificare bene un eventuale trasferimento ed il budget necessario.
Organizzare il trasferimento: cosa considerare
Chi decide di trasferirsi alle Canarie dovrebbe valutare con attenzione alcuni passaggi chiave.
Prima di tutto, è importante ottenere la residenza fiscale: generalmente serve restare almeno 183 giorni l’anno nell’arcipelago.
Occorre poi avviare pratiche burocratiche come iscriversi all’AIRE (anagrafe degli italiani residenti all’estero), aprire un conto corrente locale e, se si desidera, affittare o acquistare una casa stabile.
Poiché le normative fiscali possono essere complesse, è spesso consigliato rivolgersi a un consulente locale specializzato in diritto fiscale internazionale per valutare la propria situazione e massimizzare i vantaggi.
Pro e contro di una vita all’estero
Tra i principali vantaggi per i pensionati italiani troviamo il risparmio fiscale, il costo della vita contenuto, il clima mite, la bellezza naturale delle isole e una comunità accogliente.
Tuttavia, ci sono anche alcuni punti critici: la sospensione della rivalutazione delle pensioni, il possibile aumento dei costi legati ai servizi, e la necessità di spostare effettivamente la propria residenza per beneficiare delle agevolazioni.
Inoltre, le distanze dall’Italia e la burocrazia iniziale possono rappresentare una barriera non trascurabile.
Conclusione
Vivere da pensionato alle Isole Canarie continua a essere una scelta molto attrattiva per molti italiani, grazie a un mix favorevole di clima, costo della vita e regime fiscale.
Le novità del 2025 rendono ancora più importante una pianificazione attenta: sia per comprendere le implicazioni sulle pensioni, sia per valutare costi reali e benefici a lungo termine.
Se stai pensando di trasferirti, ti conviene informarti bene, consultare un esperto e fare una simulazione concreta delle spese e delle entrate.